Il sensore colorimetrico per lo zinco alla base di ZenPSA-pro

Il legame tra zinco urinario e tumore alla prostata è oggi un tema di ricerca in rapido sviluppo. Negli ultimi anni, diversi studi hanno dimostrato che i livelli di questo metallo nelle urine variano significativamente in presenza di patologie prostatiche, aprendo la strada a nuovi approcci diagnostici più semplici, rapidi e soprattutto non invasivi.

In questo contesto si inserisce la recente pubblicazione scientifica “A Rapid and Versatile Colorimetric Sensor for the Visual Detection of Zinc Ions in Urine and Drinking Water” (Sensors, 2026), un lavoro che segna una tappa importante per il settore e che costituisce la base tecnologica del test ZenPSA Pro di NIB biotec.

L’articolo presenta infatti una soluzione innovativa: un sensore colorimetrico capace di rilevare la concentrazione di zinco in acqua e, soprattutto, in campioni di urina senza necessità di strumenti complessi, di laboratori attrezzati o di personale specializzato. Un approccio che avvicina la diagnostica alla quotidianità delle persone—uno degli obiettivi principali della medicina di precisione moderna.

Perché lo zinco è così importante nelle urine?

Lo zinco è un oligoelemento essenziale, fondamentale per molte funzioni cellulari. Nel caso del tumore alla prostata, è noto da tempo che il tessuto prostatico sano accumula in grandi quantità questo metallo, mentre le cellule tumorali perdono progressivamente questa capacità.
Studi più recenti hanno dimostrato che questa alterazione si riflette anche nei livelli urinari di zinco, rendendo il suo dosaggio un potenziale marker non invasivo per la diagnosi e il monitoraggio della malattia.

Misurare lo zinco nelle urine con tecniche tradizionali, tuttavia, non è semplice: i metodi come AAS o ICP‑MS sono estremamente accurati, ma richiedono macchinari costosi e personale esperto. In altre parole, sono ottimi per la ricerca, ma poco adatti alla diagnosi rapida o a screening su larga scala.

Il sensore colorimetrico presentato nello studio offre una soluzione esattamente a questo problema.

Un test semplice: basta una goccia e il colore cambia

Il cuore del nuovo metodo è l’uso di dithizone (DTZ), un reagente che cambia colore quando entra in contatto con lo zinco: dal giallo‑arancio al rosso‑fucsia.
Immaginare il funzionamento del test è sorprendentemente facile: si deposita una goccia di urina su un piccolo supporto impregnato di DTZ, si aspetta qualche minuto, e si osserva la colorazione finale. Nessun lettore esterno, nessuna apparecchiatura, nessuna preparazione del campione.

Per rendere questo possibile, i ricercatori hanno ottimizzato:

  • la concentrazione del reagente, per garantire sensibilità e stabilità;
  • il tipo di materiale poroso, confrontando la risposta di diverse membrane tecniche;
  • il volume del campione e il tempo di lettura, per ottenere sempre lo stesso risultato anche nelle mani di utenti non esperti.

Il test nelle urine: risultati molto incoraggianti

La parte più attesa dello studio riguarda la prova su campioni reali di pazienti.
I ricercatori hanno selezionato 17 urine già analizzate tramite AAS e hanno verificato se il sensore colorimetrico fosse in grado di distinguere correttamente i campioni sopra o sotto il cut‑off diagnostico associato alla presenza di tumore alla prostata.

I risultati sono molto promettenti:

  • 100% di sensibilità analitica (nessun falso negativo rispetto all’AAS)
  • 94.1% di accuratezza complessiva
  • Concordanza quasi perfetta con il metodo di riferimento

In altre parole, il sensore riesce a identificare correttamente i campioni con livelli elevati o ridotti di zinco, con prestazioni paragonabili al metodo strumentale, pur essendo rapido, economico e utilizzabile ovunque.

Dal punto di vista diagnostico, considerando la correlazione con l’esito della biopsia, il test mostra una sensibilità dell’85.7% e una specificità del 70%—valori che, per un test preliminare non invasivo, sono molto significativi. È importante sottolineare che parte dell’errore deriva dalla naturale variabilità biologica vicino al cut‑off clinico, un tema comune a molti biomarcatori emergenti.

Perché questa pubblicazione è importante per ZenPSA Pro

Il successo del sensore colorimetrico rappresenta un elemento fondamentale nella validazione del test urinario ZenPSA Pro, sviluppato da NIB Biotec.
Questo studio dimostra infatti che:

  • è possibile rilevare rapidamente e senza strumenti lo zinco urinario;
  • i risultati sono affidabili e riproducibili nel tempo;
  • il test funziona su campioni reali, senza preparazioni o reagenti aggiuntivi;
  • i materiali utilizzati sono facilmente industrializzabili;
  • la piattaforma è stabile e con buona shelf‑life, un requisito fondamentale per la commercializzazione.

In altre parole, la ricerca scientifica ha confermato che il principio su cui si basa ZenPSA Pro non solo è valido, ma è anche maturo per un’applicazione reale.


Questo studio segna un passaggio chiave nella strada verso test diagnostici più semplici, accessibili e non invasivi.

Ridurre la dipendenza da procedure invasive come la biopsia, integrare strumenti rapidi nel percorso clinico e offrire screening più frequenti e sostenibili sono obiettivi ormai condivisi da tutta la comunità scientifica urologica.

Il sensore sviluppato e validato in questa pubblicazione mostra che è possibile trasformare un’idea in un dispositivo concreto e affidabile, e rappresenta la base tecnologica su cui NIB biotec sta costruendo ZenPSA Pro, un test che potrebbe cambiare il modo in cui monitoriamo la salute prostatica.

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