Il modello di screening per il tumore alla prostata in Lombardia
In un’Italia dove la prevenzione oncologica è spesso associata ai tumori femminili, come quello al seno o al collo dell’utero, la Regione Lombardia ha deciso di compiere un passo importante verso l’equità di genere nella sanità pubblica.
Dal 2025 è infatti attivo un programma di screening gratuito per il tumore alla prostata, rivolto agli uomini residenti e assistiti in Lombardia, con l’obiettivo di intercettare precocemente eventuali segnali di malattia e ridurre la necessità di trattamenti invasivi.
Il programma si ispira ai modelli già consolidati per altri tipi di tumore: come avviene per le donne, anche gli uomini riceveranno una comunicazione personalizzata, che li invita a partecipare al percorso di prevenzione. Si tratta di un’iniziativa pionieristica in Italia, che mira a valutare la fattibilità di uno screening organizzato su larga scala per una patologia che rappresenta la neoplasia più frequente nella popolazione maschile.
Il cuore del programma è il test del PSA (Antigene Prostatico Specifico), un semplice esame del sangue che può indicare la presenza di anomalie alla prostata, anche in assenza di sintomi.
A partire dal compimento del 50° anno di età, gli uomini nati dal 1970 in poi possono accedere al programma attraverso il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), compilando un questionario anamnestico che raccoglie informazioni personali e familiari utili a valutare l’idoneità allo screening.
In alternativa, per chi non utilizza il FSE, è possibile rivolgersi ai punti di accesso indicati dalla Regione, dove personale qualificato fornisce assistenza nella compilazione.
COME FUNZIONA LO SCREENING
Una volta completato il questionario, il cittadino:
- Riceve un voucher che consente di effettuare gratuitamente il test del PSA presso uno dei laboratori aderenti, senza necessità di prenotazione né di impegnativa del medico di base.
- Effettua il test del PSA: si tratta di un semplice esame del sangue che misura il livello dell’antigene prostatico specifico.
- In base al risultato del test e ai dati raccolti nel questionario, viene definito il percorso successivo:
- Se il valore del PSA è inferiore a 1 ng/L e non c’è familiarità per tumore prostatico, non è necessario ripetere il test per i successivi cinque anni.
- Se il valore del PSA è compreso tra 1 e 3 ng/L, è previsto un nuovo controllo dopo due anni.
- Se il valore del PSA è superiore a 3 ng/L oppure è presente una familiarità per tumore prostatico, il cittadino viene contattato dal Centro Screening della propria ATS per:
- una visita urologica;
- eventuali approfondimenti diagnostici, come risonanza magnetica o biopsia.
Il programma esclude temporaneamente coloro che hanno già effettuato un test del PSA negli ultimi due anni o esami diagnostici specifici nei cinque anni precedenti. Sono invece esclusi in modo permanente i cittadini già diagnosticati con un tumore maligno della prostata o portatori di mutazioni genetiche note che richiedono un percorso clinico dedicato.
Questa iniziativa rappresenta un importante passo avanti nella promozione della salute maschile e nella costruzione di un sistema sanitario più inclusivo. Se i risultati saranno positivi, il modello lombardo potrebbe diventare un esempio da seguire anche in altre regioni italiane.
Per maggiori informazioni, è possibile consultare la pagina ufficiale della Regione Lombardia dedicata al programma: Prevenzione tumore prostata – Regione Lombardia. [regione.lombardia.it]

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