La prostata: anatomia e funzioni

La prostata è una ghiandola piccola, ma centrale nella fisiologia maschile. Spesso ignorata fino a quando non insorgono problemi, è in realtà un organo chiave per la fertilità, la sessualità e persino la minzione.

Comprenderne la struttura, le funzioni e le possibili patologie è fondamentale per promuovere la salute maschile, soprattutto con l’avanzare dell’età.

Dove si trova e com’è fatta la prostata

La prostata è situata in una posizione strategica e delicata all’interno del corpo maschile. Si trova nella cavità pelvica, immediatamente sotto la vescica e davanti al retto. Questa collocazione la rende facilmente esplorabile tramite esame rettale, ma anche vulnerabile a patologie che possono influenzare sia la funzione urinaria che quella sessuale.

La ghiandola circonda la porzione iniziale dell’uretra, detta uretra prostatica, che è il canale attraverso cui l’urina e il liquido seminale vengono espulsi.

È proprio questa posizione “di passaggio” che fa della prostata un crocevia funzionale tra apparato urinario e genitale.

Diagramma con etichette

La sua struttura interna è suddivisa in zone anatomiche, ciascuna con caratteristiche e funzioni specifiche.

Zona di transizione

La zona transizionale è una piccola porzione rotondeggiante che costituisce appena il 5% del volume prostatico nei giovani adulti. Avvolge l’uretra preprostatica, cioè la porzione dell’uretra che attraversa la prostata prima di ricevere i dotti eiaculatori.

È completamente interna alla ghiandola: anteriormente è ricoperta dallo stroma fibromuscolare anteriore, posteriormente è in contatto con la zona centrale, mentre lateralmente e inferiormente si collega alla zona periferica. È appena anteriore ai condotti eiaculatori.

Questa zona è particolarmente importante dal punto di vista clinico perché è quella che tende a ingrossarsi con l’età, causando iperplasia prostatica benigna (BPH). L’aumento di volume può comprimere l’uretra e provocare disturbi urinari.

Zona centrale

La zona centrale ha una forma assimilabile a un tronco di cono e rappresenta circa il 25% del volume ghiandolare. È attraversata per tutta la sua lunghezza dai condotti eiaculatori, che decorrono esclusivamente in questa porzione della prostata. Anteriormente è in rapporto con la zona transizionale, mentre posteriormente e lateralmente confina con la zona periferica.

Il suo apice forma il verumontanum, una piccola sporgenza nell’uretra prostatica dove si aprono i dotti eiaculatori. In questa zona, appena sopra la transizionale e attorno all’uretra preprostatica, si trovano ghiandole mucose semplici, non assimilabili alle ghiandole prostatiche vere e proprie, che contribuiscono alla produzione del liquido seminale.

Zona periferica

La zona periferica è la più estesa: costituisce circa il 70% del volume ghiandolare. Ha una forma a coppa o a tronco di cono rovesciato e racchiude parzialmente l’uretra preprostatica e prostatica. Contiene la zona transizionale e si trova in rapporto anteriormente e medialmente con la zona centrale, e anteriormente con lo stroma fibromuscolare.

Questa zona è la più frequentemente colpita dal tumore alla prostata, motivo per cui è quella che viene esplorata durante la DRE. La sua posizione posteriore la rende accessibile e quindi fondamentale per la diagnosi precoce.

Stroma fibromuscolare anteriore

Lo stroma fibromuscolare anteriore è una porzione priva di ghiandole, composta da tessuto muscolare e connettivo. Occupa la parte anteriore della prostata, racchiudendo la parete antero-superiore dell’uretra preprostatica. La sua forma è assimilabile a un cuneo o a un cono rovesciato. Ha funzione di supporto strutturale e non è coinvolto nella produzione del liquido seminale.

Come cambia la prostata nel tempo

Dal punto di vista dimensionale, la prostata ha una forma simile a una castagna o a un cono rovesciato. In un uomo giovane e sano, misura circa 3-4 cm in lunghezza, 4-5 cm in larghezza e 2-3 cm in spessore, con un volume medio di 20-30 cc e un peso di circa 15-20 grammi. Tuttavia, queste dimensioni non rimangono costanti nel tempo (leggi di più sulle dimensioni).

Durante l’infanzia, la prostata è poco sviluppata. La sua crescita accelera durante la pubertà, sotto l’influenza degli ormoni androgeni, in particolare il testosterone e il suo metabolita attivo, il diidrotestosterone (DHT). Raggiunge la sua dimensione adulta tra i 20 e i 30 anni, mantenendosi relativamente stabile fino alla mezza età.

Dopo i 45-50 anni, inizia un processo fisiologico di iperplasia, soprattutto nella zona di transizione, che può portare a un aumento significativo del volume. In alcuni uomini, la prostata può superare i 40 cc. Questo ingrossamento non è maligno ma può causare sintomi urinari fastidiosi, come difficoltà a iniziare la minzione, flusso debole, o bisogno di urinare frequentemente, soprattutto di notte.

La variazione delle dimensioni della prostata nel tempo è quindi un fenomeno naturale, ma può diventare clinicamente rilevante e influenzare la qualità della vita. Per questo motivo, è consigliabile monitorarne lo stato attraverso controlli regolari, soprattutto dopo i 50 anni.

Le funzioni della prostata

La prostata svolge diverse funzioni fondamentali:

  • Produzione del liquido seminale: il secreto prostatico costituisce circa il 25-30% del volume dello sperma. Contiene enzimi (come il PSA), zinco e altre sostanze che nutrono e proteggono gli spermatozoi, migliorandone la motilità.
  • Eiaculazione: durante l’orgasmo, la prostata si contrae per espellere il liquido prostatico nell’uretra, dove si mescola con gli spermatozoi provenienti dai testicoli e il liquido delle vescicole seminali.
  • Minzione: la prostata, circondando l’uretra, può influenzare il flusso urinario. Un ingrossamento può comprimere l’uretra e causare difficoltà a urinare.
  • Sessualità: pur non essendo direttamente responsabile dell’erezione, la prostata contribuisce al piacere sessuale attraverso le contrazioni durante l’eiaculazione.

Le principali patologie prostatiche

Con l’età, la prostata può essere soggetta a diverse condizioni:

  • Iperplasia prostatica benigna (BPH): è l’ingrossamento non canceroso della prostata, comune dopo i 50 anni. Può causare sintomi urinari come flusso debole, minzione frequente, nicturia e sensazione di svuotamento incompleto.
  • Prostatite: infiammazione della prostata, acuta o cronica, che può colpire uomini di tutte le età, ma è più frequente tra i 30 e i 50 anni. Provoca dolore pelvico, bruciore urinario e eiaculazione dolorosa.
  • Tumore alla prostata: è il tumore più frequente negli uomini. Colpisce soprattutto dopo i 50 anni e può essere asintomatico nelle fasi iniziali. La diagnosi precoce è fondamentale e si basa su esami come il dosaggio del PSA e l’esplorazione rettale.

Referenza: https://link.springer.com/chapter/10.1007/978-3-642-84431-7_8

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