Novità su NIB biotec

Durante il 41° Congresso Annuale dell’European Association of Urology (EAU), in corso a Londra (13-16 marzo 2026,) la Dr.ssa Sabrina De Cillis, urologo del reparto di Urologia dell’ospedale AOU San Luigi Gonzaga di Orbassano, guidato dal Prof. Francesco Porpiglia (recentemente primario del reparto di Urologia dell’Istituto di Candiolo – IRCCS), ha ricevuto l’EAU Helmut Haas Award, uno dei premi più importanti attribuiti dall’EAU ai lavori che contribuiscono in modo significativo allo sviluppo dell’urologia ambulatoriale.

Il conferimento del premio è avvenuto durante la riunione della EAU Section of Outpatient and Office Urology, un contesto dedicato alle innovazioni che migliorano l’efficienza, l’accessibilità e la qualità della pratica clinica quotidiana.

Chi era Helmut Haas e perché il suo premio è così rilevante

Il riconoscimento è intitolato al Prof. Dr. Helmut Haas, figura fondamentale nella fondazione della EAU Outpatient e artefice del percorso che, negli ultimi anni, ha portato l’urologia ambulatoriale a diventare una componente strutturale della moderna organizzazione sanitaria.

Il premio viene assegnato ai lavori scientifici capaci di incidere sulle decisioni cliniche di tutti i giorni, introducendo strumenti che possono essere utilizzati direttamente negli ambulatori, nei consultori e negli studi urologici territoriali.

La scelta della Commissione EAU di premiare il gruppo del Prof. Porpiglia deriva dai risultati dello studio “A rapid dual-urine biomarker test for accurate prostate cancer risk stratification” in cui sono stati presentati i risultati clinici ottenuti con il test rapido urinario sviluppato da NIB biotec, basato sulla rilevazione combinata di uPSA e uZinc.

Il test è stato applicato a uomini candidati a biopsia prostatica, utilizzando un semplice campione di urina raccolto dopo massaggio prostatico.

La tecnologia consente di ottenere in pochi minuti un punteggio di rischio utile a indicare la presenza di biomarcatori associati al tumore della prostata.

Sintesi dei risultati: verso decisioni più rapide e appropriate

I risultati hanno mostrato che il test possiede un’ottima capacità nel riconoscere i tumori clinicamente significativi, rilevando tutti i casi ad alto rischio e distinguendo con buona accuratezza i pazienti che non presentano malattia alla biopsia.

Integrato con informazioni cliniche quali PSA, DRE e PIRADS, il test ha permesso di affinare la stima del rischio, contribuendo a evitare biopsie inutili senza ridurre la sicurezza diagnostica.

Una descrizione completa dei dati è disponibile nell’articolo dedicato agli abstract EAU 2026: www.nibbiotec.com/news/eau26-prostata/.

L’importanza dell’urologia ambulatoriale e della diagnostica di prossimità

Il lavoro premiato si inserisce in un momento storico in cui l’attività ambulatoriale dell’urologo sta assumendo un ruolo sempre più centrale.

I sistemi sanitari europei stanno spingendo verso modelli di cura che prevedono controlli, screening e primi livelli diagnostici direttamente sul territorio, con l’obiettivo di rendere i percorsi più rapidi e accessibili.

In questo contesto, strumenti non invasivi, economici e utilizzabili direttamente nello studio medico assumono un valore strategico.

La possibilità di ottenere subito un’indicazione sul rischio di tumore della prostata consente al clinico di prendere decisioni più mirate e tempestive, migliorando l’appropriatezza diagnostica e la qualità del percorso del paziente.

Perché questo premio rappresenta un traguardo anche per NIB Biotec

L’assegnazione dell’EAU Helmut Haas Award rappresenta un riconoscimento importante non solo per il contributo scientifico dello studio, ma anche per il lavoro di ricerca e sviluppo svolto da NIB biotec.

Il nostro impegno nello sviluppo di tecnologie diagnostiche rapide basate su biomarcatori urinari trova in questo premio una conferma autorevole, rafforzando la missione dell’azienda: portare nella pratica clinica quotidiana strumenti innovativi e realmente utilizzabili, per supportare la diagnosi precoce e migliorare la gestione del tumore alla prostata.

NIB biotec parteciperà al MedTech Innovator Radar Forum 2026, in programma dal 7 al 9 aprile a Manhattan Beach, Los Angeles. Questo evento rappresenta uno dei momenti chiave del panorama medtech globale, dove si incontrano startup selezionate, investitori, clinici e leader industriali per identificare e far crescere le tecnologie destinate a trasformare la salute del futuro.

Un evento che va dritto al punto: insight, partnering e pitch

Il Radar Forum è una combinazione unica di conferenza, partnering strategico e pitch session, strutturata per favorire scambi autentici e focalizzati. Qui non si assiste a presentazioni superficiali: il confronto è diretto e basato su criteri di valutazione reali utilizzati da investitori, strategics e clinici nel processo decisionale.

Grazie alla selezione rigorosa operata da MedTech Innovator, le startup che accedono al Radar Forum hanno già superato una prima fase di diligence, e il loro pitch si concentra sulla sostanza: come la tecnologia risponde a bisogni clinici concreti, come può essere adottata, quali sono le evidenze, e che tipo di impatto può generare nel sistema sanitario.

Il valore dell’evento è amplificato dalla presenza di oltre 150 aziende ad alte prestazioni e di un network di clinici e provider americani che offrono insight preziosi sulle esigenze dei pazienti e dei sistemi sanitari.

Perché il Radar Forum è cruciale per NIB biotec

La partecipazione al Radar Forum 2026 rappresenta per NIB biotec un momento strategico nel percorso di internazionalizzazione. Il nostro test urinario rapido basato sui biomarcatori PSA e Zinco è stato progettato per essere semplice da utilizzare, a basso costo e adatto all’uso in contesti decentralizzati.

Queste caratteristiche risultano particolarmente rilevanti nel contesto statunitense, dove le barriere socioeconomiche incidono in modo significativo sull’accesso alla diagnosi precoce e dove esiste una forte necessità di strumenti che possano essere utilizzati senza infrastrutture costose o competenze specialistiche.

Un bisogno clinico pressante negli Stati Uniti

Negli Stati Uniti, il tumore alla prostata rappresenta una delle principali sfide oncologiche a livello nazionale: secondo l’American Cancer Society, nel 2026 si stimano circa 333.830 nuovi casi, confermandolo come uno dei tumori più diffusi tra gli uomini americani.

A questo quadro già complesso si aggiungono importanti criticità di accesso alle cure. Il sistema sanitario statunitense, basato in larga parte su coperture assicurative private, crea infatti una significativa disparità: chi non dispone di un’assicurazione adeguata spesso incontra barriere economiche che limitano l’accesso anche ai servizi sanitari più basilari, inclusi screening e percorsi diagnostici precoci. Tale situazione amplifica il rischio che molte diagnosi avvengano in ritardo, quando la malattia è già in fase avanzata, con impatti negativi sia sugli esiti clinici sia sui costi di trattamento a lungo termine.

In parallelo, persistono anche differenze epidemiologiche tra gruppi demografici: alcune popolazioni, come gli uomini afroamericani, già conosciuti per un’incidenza maggiore e una probabilità più alta di sviluppare forme aggressive del tumore alla prostata, continuano a essere colpite in modo più severo rispetto alla popolazione generale.

In un contesto dove la combinazione di alto carico di malattia, disparità socioeconomiche significative e limitato accesso a screening affidabili rappresenta un problema strutturale, la disponibilità di test diagnostici rapidi, non invasivi, semplici da utilizzare e soprattutto a basso costo diventa fondamentale per ridurre il gap e favorire una diagnosi più equa e precoce.

Portare l’innovazione italiana nel cuore del medtech americano

Per NIB biotec, il Radar Forum è un’occasione preziosa per dialogare direttamente con clinici e provider americani, approfondendo le esigenze legate alla diagnosi precoce del tumore alla prostata, esplorare partnership con investitori e aziende statunitensi, interessati a tecnologie disruptive nel settore della diagnostica, entrare nell’ecosistema del più grande acceleratore mondiale in ambito medtech, MedTech Innovator, riconosciuto per l’impatto delle startup che seleziona.

Il Congresso Europeo di Urologia (EAU) è, ogni anno, il punto di riferimento scientifico più importante per chi si occupa di urologia.

Un evento che richiama migliaia di specialisti, ricercatori e clinici da tutto il mondo, e che rappresenta il luogo in cui si condividono i progressi più rilevanti della disciplina e si definiscono gli orientamenti futuri della pratica clinica.
Quest’anno, a Londra, il gruppo di ricerca del Prof. Francesco Porpiglia dell’Ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano porterà due abstract selezionati, entrambi dedicati all’uso dei biomarcatori urinari per migliorare la diagnosi e la stratificazione del rischio del tumore alla prostata.

A presentarli sarà la Dott.ssa Sabrina De Cillis, urologa del San Luigi e membro del team che da anni lavora su questi temi con rigore scientifico e grande visione clinica.
Noi di NIB biotec siamo orgogliosi di aver contribuito a questi progetti fornendo supporto allo sviluppo e alla validazione dei test, nel solco della collaborazione storica con il reparto di Urologia.

1. Il paradosso del PSA rivelato dalle urine: meno PSA, più rischio

Nella sessione: Prostate cancer: Imaging, biopsy and targeted treatments
Titolo: Unveiling the Paradox: lower urinary PSA levels as a stronger indicator of Prostate Cancer risk compared to blood PSA elevation

Un concetto sorprendente, quasi controcorrente, che sta emergendo con sempre maggiore evidenza: il PSA urinario (uPSA) può essere un indicatore più affidabile del rischio di tumore rispetto al classico PSA nel sangue.

Il PSA ematico è da decenni un pilastro dei percorsi diagnostici. Quando aumenta, si pensa immediatamente a un possibile tumore alla prostata. Tuttavia, nella realtà quotidiana della clinica, la maggior parte degli aumenti del PSA sono dovuti a prostatiti, ingrossamenti benigni o altre condizioni non tumorali.

E il paradosso sta proprio qui:
il tumore alla prostata, quando si sviluppa, riduce la capacità delle cellule di produrre PSA.
All’interno della prostata, infatti, una ghiandola sana contiene molto PSA, mentre il tessuto tumorale ne contiene sempre meno.

Perché allora nel sangue il PSA aumenta?
Perché il tumore distrugge l’architettura della ghiandola e il PSA – pur prodotto in quantità minore – fuoriesce più facilmente nel circolo sanguigno.

Le urine, al contrario, riflettono esattamente ciò che accade dentro la prostata.

I risultati dello studio

Lo studio condotto al San Luigi su 200 pazienti ha mostrato che:

  • il PSA urinario diminuisce in modo netto con l’aumentare della gravità del tumore;
  • distingue meglio dei parametri tradizionali i soggetti sani da quelli malati;
  • mostra una performance diagnostica superiore al PSA ematico (AUC 0.72 vs. 0.50);
  • integrato con i risultati MRI raggiunge un’AUC di 0.82, molto vicina a quella dei test più evoluti oggi disponibili.

Un risultato che suggerisce che l’uPSA possa diventare un nuovo strumento di screening non invasivo, semplice, biologicamente coerente e più accurato nel selezionare gli uomini realmente a rischio.

2. Un test rapido basato su PSA e Zinco: verso una nuova era dello screening “di prossimità”

Nella sessione: Advances in prostate cancer management
Titolo: A Rapid Dual-Urine Biomarker Test for Accurate Prostate Cancer Risk Stratification

Uno strumento ancora più immediato per la pratica clinica: un test rapido urinario che combina PSA e zinco, progettato proprio per essere utilizzato ovunque – in ospedale, in ambulatorio e perfino nello studio del medico di famiglia.

L’idea nasce da due evidenze consolidate:

  • una prostata sana rilascia nelle urine alti livelli di PSA;
  • le cellule tumorali perdono progressivamente la capacità di trattenere zinco, con un crollo netto dei suoi livelli.

Il test sfrutta entrambi i segnali e assegna un punteggio semplice (0–2) che indica se i biomarcatori sono normali, alterati, o entrambi alterati.

Cosa emerge dallo studio

Nello studio prospettico su uomini con indicazione di biopsia prostatica:

  • il 100% dei tumori ISUP 4–5 aveva un punteggio 1 o 2;
  • quasi metà dei soggetti negativi alla biopsia aveva un punteggio 0;
  • integrando il punteggio con PSA, DRE e MRI si ottiene un algoritmo di triage molto efficace;
  • soprattutto: nessun paziente ad alto rischio viene classificato erroneamente come a basso rischio.

Un risultato che apre prospettive molto interessanti per una diagnosi più rapida, meno invasiva e più accessibile.
Questo tipo di test può infatti ridurre il numero di biopsie inutili, facilitare lo screening nelle aree con minore accesso alla diagnostica avanzata, migliorare l’aderenza dei pazienti grazie alla sua semplicità e al basso costo, potenziare l’attività degli ambulatori territoriali.

Portare innovazione al cuore dell’urologia internazionale

La presenza all’EAU 2026 non è solo un riconoscimento scientifico: è l’occasione per condividere con la comunità internazionale i risultati di una ricerca che vuole davvero migliorare la vita dei pazienti.

Per noi di NIB biotec, che abbiamo supportato questi studi accompagnandone le fasi tecniche e analitiche, è un grande motivo di orgoglio poter contribuire a portare innovazione italiana su un palco così prestigioso.

Londra sarà il luogo ideale per far conoscere questi risultati e per avviare nuove collaborazioni, con un unico obiettivo: rendere la diagnosi del tumore alla prostata più precisa, meno invasiva e più accessibile a tutti.

Il European Cancer Screening and Early Detection Policy Summit, in programma il 17–18 febbraio 2026 a Bruxelles e online, rappresenta uno degli appuntamenti più rilevanti nel panorama europeo dedicato alla prevenzione e alla diagnosi precoce dei tumori.

L’evento, organizzato dalla European Cancer Organisation (ECO), riunisce esperti, ricercatori, decisori politici e rappresentanti dei pazienti per discutere i risultati dei principali programmi europei di screening e definire le strategie per la loro implementazione su larga scala (fonte).

Un’agenda europea rinnovata per salvare vite attraverso la diagnosi precoce

Negli ultimi tre anni l’Unione Europea ha ridefinito le proprie priorità in materia di screening oncologico, con l’obiettivo di rafforzare programmi capaci di intercettare i tumori nelle loro fasi iniziali e ridurre significativamente la mortalità.

Questo nuovo slancio politico ha portato al lancio di tre progetti pilota finanziati nell’ambito del programma EU4Health: PRAISE-U (prostata), SOLACE (polmone) e TOGAS (stomaco).

Il Summit sarà il momento chiave per presentare i risultati di questi progetti, discutere le evidenze raccolte e tracciare la strada per l’adozione di nuovi programmi di screening a livello nazionale.

Progressi nello screening del tumore alla prostata e il ruolo di PRAISE-U

Il tumore alla prostata è uno dei più comuni in Europa, e la mancanza di un programma di screening uniforme ha rappresentato per anni un ostacolo alla diagnosi precoce.

Il progetto PRAISE-U mira a colmare questo gap, proponendo un approccio personalizzato, sostenibile e basato sul rischio individuale, combinando algoritmi diagnostici avanzati e strategie di valutazione clinica mirate (fonte).

Cosa ha ottenuto finora PRAISE-U

I risultati che verranno presentati al Summit includono:

  • Modelli di valutazione del rischio più accurati, integrando fattori clinici, biomarcatori e strumenti predittivi di nuova generazione.
  • Percorsi diagnostici personalizzati, che riducono il ricorso ad esami inutili e migliorano la capacità di individuare i tumori clinicamente significativi.
  • Linee guida per l’implementazione di programmi nazionali, adattabili ai sistemi sanitari dei diversi Paesi europei.

PRAISE-U rappresenta un passo decisivo verso uno screening più efficace, capace di superare il tradizionale approccio basato esclusivamente sul PSA e orientato verso modelli predittivi più sofisticati.

Verso l’implementazione dei programmi di screening

Il Summit non sarà solo un’occasione per osservare i risultati raggiunti, ma anche per:

  • definire raccomandazioni politiche che mantengano la diagnosi precoce al centro dell’agenda europea;
  • favorire lo scambio di esperienze tra gli attori coinvolti nei diversi progetti;
  • preparare il passaggio dal pilota all’implementazione strutturata nei Paesi membri.

Con la partecipazione di figure istituzionali di alto rilievo, come l’ex Commissaria europea alla Salute Stella Kyriakides, l’evento rappresenta un punto di svolta per la costruzione di una nuova infrastruttura europea dedicata allo screening oncologico.

NIB biotec al Summit: costruire collaborazioni per il futuro dello screening prostatico

Come NIB biotec, saremo presenti al Summit per incontrare i gruppi coinvolti nei programmi pilota di screening per il tumore alla prostata attivi in Spagna, Lituania, Polonia

Il nostro obiettivo è avviare collaborazioni che integrino strumenti innovativi e nuove evidenze scientifiche nei futuri percorsi di screening, contribuendo allo sviluppo di strategie più efficaci e personalizzate per la diagnosi precoce del tumore alla prostata.

Questo evento rappresenta un’opportunità unica per consolidare la nostra rete europea e portare avanti la nostra missione: rendere la diagnosi precoce più accessibile, accurata ed equa per tutti.

NIB biotec è tra le otto startup selezionate dal comitato scientifico del Longevity World Forum (LWF) 2026 come uno dei progetti con il maggiore potenziale per estendere l’aspettativa di vita e promuovere un invecchiamento realmente sano.

L’appuntamento è dal 18 al 20 febbraio 2026 presso La Nave, Madrid, durante una delle conferenze internazionali più autorevoli dedicate alla longevità, alla salute preventiva e alle tecnologie che stanno ridefinendo il futuro della medicina (official page).

Un evento che unisce scienza, tecnologia e futuro della salute

Il Longevity World Forum è riconosciuto come uno dei principali summit globali sul tema dell’healthy ageing. Riunisce ricercatori di livello mondiale, clinici, aziende biotech, investitori e professionisti dell’innovazione per esplorare i progressi più recenti in campi come geroscienza, biomarcatori, medicina rigenerativa, prevenzione avanzata e AI applicata alla salute.

L’edizione 2026 presenta un programma ricchissimo, articolato in tre aree principali, scienza, trend, imprenditorialità con keynote speaker internazionali e una forte attenzione alle tecnologie emergenti, dai biomarcatori di invecchiamento alla medicina personalizzata basata su genetica, metabolomica e intelligenza artificiale.

In questo contesto altamente selettivo, il LWF ha identificato otto startup con soluzioni considerate particolarmente promettenti nell’ambito della prevenzione, della diagnosi precoce e della rigenerazione dei tessuti, utilizzando tecnologie come AI, genetica, microbiota, 3D bioprinting e biomarcatori (link).

La selezione ufficiale: NIB biotec tra gli otto progetti più promettenti

Tra le otto startup finaliste, NIB biotec è stata selezionata grazie al nostro test urinario non invasivo per la diagnosi avanzata del tumore alla prostata, basato su biomarcatori molecolari proprietari.

Le altre startup finaliste affrontano tematiche come longevità digitale basata su neuroscienze, genetica predittiva, imaging avanzato per l’aterosclerosi, metagenomica del microbiota, sensori cellulari e soluzioni 3D per rigenerazione e ortopedia. Questo colloca il nostro progetto in una cornice di innovazione d’élite, a dimostrazione dell’interesse internazionale verso soluzioni preventive e diagnostiche realmente transformative.

Cosa presenterà NIB Biotec al Longevity World Forum 2026

Durante il pitch di fronte a investitori, ricercatori e stakeholder del settore longevity, presenteremo la nostra tecnologia, che consente di identificare tempestivamente i pazienti a rischio di tumore alla prostata, migliorando il percorso diagnostico e ridefinendo l’accesso a programmi di sorveglianza attiva e trattamenti personalizzati.

La diagnosi precoce del tumore prostatico è uno degli interventi più efficaci per aumentare non solo l’aspettativa di vita, ma soprattutto la qualità della vita degli uomini nella fascia over 50, contribuendo in modo diretto agli obiettivi chiave del Longevity World Forum.

Perché la nostra soluzione fa la differenza

La selezione al LWF riconosce il potenziale di NIB Biotec di:

  • rispondere a un bisogno clinico ancora insoddisfatto, come la diagnosi accurata e non invasiva del tumore alla prostata;
  • ridurre il ricorso a biopsie inutili, diminuendo costi, tempi e impatto sul paziente;
  • accelerare il processo decisionale clinico, grazie a un biomarcatore oggettivo e misurabile;
  • favorire una medicina di precisione accessibile, basata su test rapidi e facilmente integrabili nel percorso clinico.

Come sottolineato dal Direttore del LWF, Francisco Larrey, l’obiettivo della competizione è dare visibilità a progetti early-stage ma con altissimo potenziale, capaci di portare un impatto reale nella salute globale.

Un passo avanti nel nostro percorso

Essere scelti come finalisti rappresenta un riconoscimento significativo del lavoro del nostro team e della validità scientifica della nostra ricerca. È anche un’importante opportunità per presentare il nostro progetto a una platea internazionale di esperti, investitori e partner strategici, consolidando il nostro ruolo tra le realtà più innovative nel panorama europeo della longevity e della prevenzione oncologica.

NIB biotec prenderà parte come espositore all’Health.tech Global Summit 2026, che si terrà dal 3 al 5 marzo 2026 presso il Messe Basel, nel cuore dell’ecosistema europeo delle scienze della vita.
L’evento rappresenta uno dei più importanti appuntamenti internazionali dedicati all’innovazione in ambito sanitario, riunendo startup, aziende, investitori, ricercatori e decision makers da tutto il mondo.

Un evento globale nel cuore della Life Science europea

L’Health.tech Global Summit è riconosciuto come un punto di riferimento per la trasformazione digitale della salute. L’edizione 2026 vedrà la partecipazione di oltre 5.000 professionisti, 250 aziende espositrici e 400 investitori provenienti da più di 60 Paesi.
Il summit si concentrerà su temi strategici per il futuro del settore, tra cui prevenzione e salute personalizzata, next-generation therapeutic development, modernizzazione dei modelli di cura, AI e digital health applicata al patient management e ai percorsi diagnostici.

La scelta di Basilea non è casuale: la città è riconosciuta come uno dei principali hub mondiali per le scienze della vita, sede di aziende come Roche e Novartis e luogo di convergenza per ricerca, tecnologia e innovazione sanitaria. Come affermato dagli organizzatori, “Basel is the global hub for life science. And this is exactly where this summit belongs.”

Una piattaforma strategica per le aziende più innovative

L’evento, organizzato come summit+expo, offrirà tre giorni di conferenze su quattro palchi tematici, workshop, masterclass e demo dal vivo, competizioni per startup e spazi dedicati al networking.

NIB Biotec sarà presente con il proprio stand all’interno dell’area espositiva dedicata alle aziende innovative in ambito biotech, medtech e healthtech. Questo ci permetterà di presentare le nostre soluzioni diagnostiche basate su biomarcatori urinari e confrontarci con partner strategici, clinici e industriali, e investitori.

Un’occasione per raccontare la nostra innovazione

La partecipazione al summit rappresenta un passo importante nel nostro percorso di crescita. Dopo i recenti traguardi raggiunti da NIB biotec, tra cui la valorizzazione dei biomarcatori urinari nel tumore alla prostata e la presenza a eventi scientifici e internazionali, Basel 2026 sarà un momento fondamentale per mostrare i risultati del nostro lavoro e il potenziale della nostra tecnologia.

Saremo felici di incontrare ricercatori, clinici, investitori e partner per condividere la nostra visione e discutere come i nostri test diagnostici possano integrarsi nei percorsi di prevenzione e sorveglianza oncologica di nuova generazione.


Ti aspettiamo a Basilea!

Un passo avanti verso screening equi e accessibili per il tumore alla prostata

NIB biotec è tra i 7 team selezionati per i Percorsi di Valore del programma di accelerazione Get it!, promosso dalla Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore in partnership con Cariplo Factory. Un traguardo che riconosce la rilevanza del nostro progetto e rafforza la nostra missione: rendere equo, accessibile e sostenibile lo screening del tumore alla prostata.

La Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore

Get it! è un programma di empowerment e impact investment readiness che dal 2017 sostiene idee e startup capaci di generare modelli di business sostenibili, ad alto impatto sociale e investibili in ottica di impact investing.

La Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore (FSVGDA) è il braccio strategico e operativo di Fondazione Cariplo nell’ambito dell’impact investing: una realtà che favorisce la crescita di imprese e iniziative con un beneficio misurabile per la società, attraverso percorsi di incubazione/accelerazione, mentorship e investimenti dedicati.

Nell’edizione 2025 (seconda Call for Impact della quarta edizione), sono pervenute 115 candidature, con una forte partecipazione dal Nord Italia (60%), seguita da Centro (18%), Sud e estero (4%).

Perché l’impatto sociale conta (e perché conta per NIB biotec)

L’impact investing mette al centro la misurabilità dell’impatto sociale/ambientale insieme alla sostenibilità economica. Non si tratta solo di “fare bene” mentre si “fa impresa”, ma di progettare soluzioni che riducano disuguaglianze, migliorino l’accesso ai servizi e generino valore duraturo per persone e comunità.

Per NIB biotec, l’impatto sociale è concreto: abbiamo sviluppato un test rapido, non invasivo e a basso costo, progettato come dispositivo point‑of‑care. La nostra soluzione migliora l’identificazione degli uomini a rischio di tumore alla prostata, contribuendo a ridurre biopsie non necessarie, con benefici sulla qualità di vita e sull’efficienza dei sistemi sanitari.
In pratica, significa portare lo screening vicino alle persone, in contesti di medicina territoriale e aree meno servite, abbattendo barriere economiche e logistiche. È questa l’idea di equità dell’accesso che guida il nostro lavoro.

Come NIB Biotec si allinea all’Agenda ONU 2030

Il nostro progetto risponde in modo diretto ad alcuni Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs):

  • SDG 3 – Salute e Benessere: favoriamo lo screening precoce, miglioriamo l’accesso ai servizi (3.8) e contribuiamo a ridurre la mortalità e morbilità da patologie non trasmissibili.
  • SDG 10 – Riduzione delle disuguaglianze: rendiamo più equo l’accesso a test diagnostici essenziali, indipendentemente da reddito o geografia.
  • SDG 9 – Imprese, Innovazione e Infrastrutture: promuoviamo ricerca e innovazione applicata alla salute, con una soluzione scalabile e integrabile nei percorsi di cura.
  • SDG 17 – Partnership per gli obiettivi: collaboriamo con ospedali, università, fondazioni e incubatori, creando alleanze per accelerare l’impatto.

Le realtà selezionate insieme a noi

Siamo orgogliosi di condividere la selezione con altre iniziative ad alto impatto:

  • Bravo! (Ravenna) – una piattaforma che rafforza engagement e team building a impatto sociale, co-progettando esperienze con enti non profit.
  • Geen.ai (Catania) – un copilot conversazionale di triage che traduce il linguaggio quotidiano in azioni e percorsi, generando dashboard anonime per riprogettare servizi e benefit.
  • IntelligEarth (Roma) – con proteGO, integra citizen science, AI e tecnologie geospaziali: un’app certifica la raccolta dati e un motore AI analizza le immagini.
  • Mykes (Milano) – un ecosistema digitale e territoriale per i primi 1.000 giorni: orientamento ai servizi, community e percorsi formativi per genitorialità consapevole.
  • O‑DAMP (Bologna) – un sistema brevettato di protezione rotazionale per caschi, basato su materiali non newtoniani che dissipano l’energia degli urti obliqui.
  • Trainect (Roma)IRIS, piattaforma integrata per il benessere aziendale con Wellbeing Analytics, formazione e app per rilevare bisogni e misurare l’impatto.

Insieme, raccontiamo un’Italia che innova con responsabilità e visione.

Cosa prevede il percorso Get it!

I team selezionati potranno:

  • accedere a incubazione/accelerazione, consulenza e mentorship per un valore complessivo di circa €30.000;
  • concorrere per un investimento da €50.000 o €100.000 da parte di FSVGDA nel corso dell’Investor Day (seconda metà 2026).

Per NIB biotec questo significa accelerare sul go to market, consolidare validazioni cliniche, estendere le partnership e lavorare alla scalabilità del nostro dispositivo point‑of‑care.

Il nostro impegno: uno screening più vicino, semplice e giusto

L’innovazione ha valore quando raggiunge le persone. Continueremo a collaborare con clinici, strutture sanitarie, enti di ricerca e policy‑makers per integrare il nostro test nei percorsi diagnostici e nella medicina territoriale, contribuendo a sistemi sanitari più sostenibili e inclusivi.

Un recente articolo scientifico conferma che un nuovo test rapido delle urine, chiamato ZenPSA-pro, può aiutare ad evitare la biopsia prostatica a chi non ha un tumore alla prostata.

Il tumore alla prostata è una delle neoplasie più frequenti nella popolazione maschile. Nonostante ciò, la sua diagnosi rimane ancora oggi un percorso complesso, spesso lungo e, soprattutto, carico di incertezze.

Molti uomini affrontano biopsie prostatiche invasive senza poi ricevere una diagnosi di tumore clinicamente significativo.

Se da un lato, non avere un tumore è sicuramente una buona notizia, aver dovuto eseguire visite ed esami comporta ansia, stress, possibili complicanze e un notevole impatto sul sistema sanitario, senza un reale beneficio per il paziente.

Un nuovo studio, condotto presso l’Ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano dall’équipe di Urologia coordinata dal professor Francesco Porpiglia, attiva sia al San Luigi sia al IRCCS di Candiolo, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Prostate cancer and prostatic diseases, propone una possibile svolta: un test urinario rapido per la misurazione di PSA e zinco, due molecole strettamente legate alla fisiologia della prostata.

I risultati sono promettenti e suggeriscono che questo semplice esame potrebbe ridurre fino al 50% le biopsie inutili in uomini sani o con malattia non clinicamente significativa.

Il limite dell’attuale percorso diagnostico

Il PSA sierico rappresenta da decenni il cardine dello screening e della diagnosi del tumore alla prostata. Tuttavia, la sua bassa specificità è ben nota: valori elevati possono essere associati a condizioni benigne come iperplasia prostatica o prostatite.

L’introduzione della risonanza magnetica multiparametrica (mpMRI) ha ridotto i falsi positivi del PSA, ma non ha risolto del tutto il problema.

Anche dopo la risonanza si hanno molti casi borderline, come i pazienti con PIRADS 3 e PSA nella cosiddetta zona grigia.

Il risultato è che una percentuale significativa di uomini viene sottoposta a biopsia prostatica senza che venga identificato un tumore clinicamente significativo, ovvero una neoplasia che richieda un trattamento immediato.

Perché urine, PSA e zinco?

Negli ultimi anni si è assistito a una corsa allo sviluppo di nuovi biomarcatori, basati su sangue, urine o tessuti. Molti di questi test si fondano su complesse analisi molecolari o genetiche.

Tuttavia, il tumore alla prostata è spesso multifocale ed estremamente eterogeneo dal punto di vista genetico: un singolo segnale molecolare difficilmente può rappresentare le diverse malattie che si sviluppano negli uomini di tutto il mondo.

L’approccio sviluppato da NIB biotec e validato dal gruppo di Orbassano è concettualmente diverso e biologicamente intuitivo.

PSA e zinco (uPSA e uZinc) sono i normali prodotti di una prostata sana e funzionante. La trasformazione neoplastica comporta una perdita progressiva di queste funzioni fisiologiche.

Misurarle nelle urine significa quindi osservare non tanto “ciò che il tumore produce”, ma ciò che la prostata smette di fare quando diventa malata. E questo succede progressivamente durante lo sviluppo del tumore dentro l’organo.

Questo concetto era già stato dimostrato in studi precedenti dallo stesso gruppo di ricerca. In particolare, Amparore et al. (2024, Minerva Medica) avevano mostrato come i livelli di PSA e Zinco urinario fossero significativamente più bassi nei pazienti con tumore alla prostata e inversamente correlati con l’aggressività della malattia.

Il nuovo test ZenPSA-pro: cosa aggiunge?

Lo studio appena pubblicato ha avuto come obiettivo la validazione clinica di un test urinario rapido, utilizzabile direttamente in ambulatorio, senza necessità di laboratorio centralizzato.

I risultati principali possono essere riassunti in tre punti chiave:

  1. Affidabilità analitica
    Il test rapido mostra una forte correlazione con i metodi standard di laboratorio per la misurazione di PSA e zinco urinari, confermandone l’affidabilità.
  2. Correlazione con aggressività e stadio della malattia
    I livelli di PSA e Zinco urinari risultano inversamente correlati con il grading ISUP, lo stadio clinico e il rischio di progressione.
  3. Riduzione delle biopsie inutili
    Il 51% degli uomini in cui non è stato diagnosticato un tumore alla prostata è risultato negativo al test urinario, suggerendo che oltre la metà delle biopsie eseguite su soggetti sani avrebbe potuto essere evitata.

Un valore aggiunto nei casi dubbî

Il contesto in cui il test sembra offrire il massimo beneficio è quello più problematico: pazienti con PIRADS 3 e PSA borderline. Non a caso, le più recenti Linee Guida EAU 2025 stanno rivedendo l’indicazione alla biopsia in questi casi, suggerendo un approccio più selettivo, ma ancora non sono univoci e condivisi i criteri.

In questo scenario, un test urinario semplice e rapido potrebbe rappresentare uno strumento di triage, capace di distinguere chi necessita davvero di ulteriori accertamenti da chi può essere seguito con un follow-up attento.

Un filone di ricerca torinese consolidato

Questo lavoro si inserisce in un filone di ricerca più ampio iniziato presso la Città della Salute e della Scienza di Torino.

Studi precedenti, come quello di Occhipinti et al. (2021, Cancers) e Maddalone et al. (2023, Cancers), hanno osservato separatamente la capacità di PSA e Zinco urinario di rappresentare degli interessanti biomarcatori, per disegnare strategie integrate per migliorare la selezione dei pazienti candidati a biopsia.

Inoltre, il primo prototipo del test urinario per la misurazione combinata di PSA e Zinco è stato sviluppato in collaborazione con il gruppo di chimica analitica dell’Università degli Studi di Torino, ponendo le basi tecnologiche e metodologiche per i successivi studi clinici.

Impatto su pazienti, medici e sistema sanitario

L’aspetto forse più rivoluzionario di questo test non è solo l’accuratezza, ma la modalità di utilizzo. Essendo eseguibile direttamente in ambulatorio:

  • riduce l’ansia del paziente, evitando percorsi diagnostici lunghi e incerti;
  • facilita l’accesso ad un percorso diagnostico, decentralizzando gli esami;
  • migliora il workflow clinico, consentendo una migliore definizione delle priorità;
  • riduce i tempi di attesa per esami invasivi e costosi;
  • abbassa la spesa sanitaria, evitando procedure inutili;
  • rafforza il rapporto medico–paziente, grazie a una decisione condivisa basata su informazioni aggiuntive.

In un’epoca di crescente pressione sui sistemi sanitari, un test semplice, economico e decentralizzato rappresenta un valore enorme, anche in contesti a risorse limitate.


Questo nuovo test urinario per PSA e zinco non promette di “sostituire” gli strumenti diagnostici esistenti, ma di renderli più intelligenti e meno invasivi.

Ridurre biopsie inutili senza compromettere la diagnosi dei tumori clinicamente significativi significa migliorare la qualità delle cure, tutelare i pazienti e ottimizzare le risorse.

Il prossimo passo sarà quello di finalizzare il prodotto industriale e ottenere la certificazione.

Se i risultati verranno confermati su larga scala, potremmo trovarci di fronte a un piccolo grande cambiamento nel percorso diagnostico del tumore alla prostata.

LEGGI L’ARTICOLO: https://www.nature.com/articles/s41391-025-01030-2#Fun

SCARICA IL PDF: https://rdcu.be/eTSnG

Al Congresso della Società Italiana di Urologia (SIU) tenuto a Sorrento è stato premiato come Best Abstract lo studio presentato dal Dr. Michele Ortenzi del Candiolo Cancer Institute IRCCS, dal titolo:
“Unveiling the paradox: lower urinary PSA levels as a stronger indicator of prostate cancer risk compared to blood PSA elevation”.

Un concetto che sfida le convinzioni comuni

Da decenni, il PSA (Prostate Specific Antigen) nel sangue è considerato il principale indicatore per la diagnosi e il monitoraggio del tumore alla prostata.

La logica apparente è semplice: più PSA nel sangue, maggiore il sospetto di tumore.

Ma la ricerca recente, aggiungendosi a studi precedenti (fonte), ha dimostrato che questa convinzione è incompleta se non fuorviante.

Infatti, nella realtà, durante la trasformazione neoplastica, le cellule prostatiche perdono progressivamente la capacità di produrre PSA.

Questo significa che, man mano che il tumore cresce e diventa più aggressivo, la produzione di PSA diminuisce nel tessuto e, di conseguenza, nelle urine.

È un dato controintuitivo rispetto alla conoscenza comune, ma perfettamente logico: un tumore alla prostata non ha bisogno di PSA per crescere.

Il PSA è una proteina funzionale per la fisiologia prostatica normale, non per la proliferazione tumorale.

Il PSA urinario come specchio dell’organo

Il livello di PSA nelle urine riflette quello presente nell’organo, che a sua volta è legato al grado di trasformazione del tessuto.

Questo significa che il PSA urinario non solo indica la presenza di tumore, ma è correlato anche alla gravità della malattia, permettendo di discriminare tra diversi stadi.

In altre parole, più il tumore è avanzato, più il PSA urinario tende a ridursi, fornendo un segnale biologico diretto della progressione.

Perché è importante

Lo studio premiato ha dimostrato che livelli più bassi di PSA nelle urine sono più fortemente correlati alla presenza e al grado del tumore rispetto all’aumento del PSA nel sangue.

Questo approccio consente di distinguere meglio tra soggetti sani e pazienti con carcinoma prostatico, riducendo il rischio di falsi positivi e sovradiagnosi.

Implicazioni cliniche

Il PSA urinario potrebbe diventare uno strumento aggiuntivo per selezionare i pazienti candidabili a biopsia prostatica e per valutare la gravità della malattia, migliorando l’accuratezza diagnostica e riducendo trattamenti non necessari.

È un passo avanti verso una medicina più personalizzata e basata sulla biologia reale del tumore.

Dal 13 al 15 novembre 2025, le città cinesi di Beijing e Hangzhou ospiteranno la XIV edizione della Settimana Cina-Italia della Scienza, della Tecnologia e dell’Innovazione, la principale piattaforma di cooperazione bilaterale tra i due Paesi nei settori della ricerca scientifica, dell’innovazione tecnologica e del trasferimento tecnologico.

Promossa dal Ministero dell’Università e della Ricerca della Repubblica Italiana e dal Ministero della Scienza e della Tecnologia della Repubblica Popolare Cinese, la Settimana rappresenta un modello consolidato di networking e matchmaking tra università, centri di ricerca, startup e imprese innovative. In Italia, l’iniziativa è coordinata dalla Fondazione IDIS-Città della Scienza di Napoli, in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche, mentre in Cina è organizzata dalla Beijing Municipal Science & Technology Commission e dalla Commission of Zhongguancun Science Park, con il supporto dell’International Technology Transfer Network.

Un’edizione speciale per un anniversario importante

L’edizione 2025 assume un significato particolare, celebrando il 55° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina. Un’occasione per rafforzare ulteriormente il dialogo istituzionale e promuovere nuove sinergie tra i due Paesi, all’insegna dell’innovazione e della cooperazione scientifica.

Il programma prevede:

  • Cerimonia di apertura con la partecipazione dei Ministri Anna Maria Bernini e Yin Hejun, durante la quale verranno firmati nuovi accordi di cooperazione tra istituzioni italiane e cinesi;
  • Sessioni tematiche dedicate a settori strategici come intelligenza artificiale, biotecnologie, energia sostenibile, smart cities e manifattura avanzata;
  • Workshop e incontri B2B tra università, centri di ricerca e aziende, per favorire la nascita di collaborazioni e progetti congiunti.

NIB Biotec tra i protagonisti dell’innovazione

Tra le realtà presenti, NIB biotec, parteciperà come membro della delegazione italiana di startup.

Il 14 novembre, in occasione del China–Europe Biomedical Industry Innovation Cooperation Dialogue, NIB biotec presenterà i propri progetti e soluzioni innovative nel campo della diagnostica in vitro per il tumore alla prostata, basate su biomarcatori urinari brevettati.

La partecipazione all’evento rappresenta un’importante opportunità per NIB biotec di entrare in contatto con partner cinesi, investitori e istituzioni, con l’obiettivo di esplorare nuove possibilità di collaborazione e internazionalizzazione.

Un’opportunità strategica per il futuro

La Settimana Cina-Italia si conferma un appuntamento imprescindibile per chi opera nei settori della ricerca e dell’innovazione. Promuovendo l’eccellenza scientifica e tecnologica, facilitando la mobilità dei ricercatori e incentivando la cooperazione tra imprese e centri di ricerca, l’evento contribuisce a costruire un ecosistema internazionale sempre più integrato e competitivo.