Il paradosso del PSA tra i Best Abstract alla SIU 2025
Al Congresso della Società Italiana di Urologia (SIU) tenuto a Sorrento è stato premiato come Best Abstract lo studio presentato dal Dr. Michele Ortenzi del Candiolo Cancer Institute IRCCS, dal titolo:
“Unveiling the paradox: lower urinary PSA levels as a stronger indicator of prostate cancer risk compared to blood PSA elevation”.
Un concetto che sfida le convinzioni comuni
Da decenni, il PSA (Prostate Specific Antigen) nel sangue è considerato il principale indicatore per la diagnosi e il monitoraggio del tumore alla prostata.
La logica apparente è semplice: più PSA nel sangue, maggiore il sospetto di tumore.
Ma la ricerca recente, aggiungendosi a studi precedenti (fonte), ha dimostrato che questa convinzione è incompleta se non fuorviante.
Infatti, nella realtà, durante la trasformazione neoplastica, le cellule prostatiche perdono progressivamente la capacità di produrre PSA.
Questo significa che, man mano che il tumore cresce e diventa più aggressivo, la produzione di PSA diminuisce nel tessuto e, di conseguenza, nelle urine.
È un dato controintuitivo rispetto alla conoscenza comune, ma perfettamente logico: un tumore alla prostata non ha bisogno di PSA per crescere.
Il PSA è una proteina funzionale per la fisiologia prostatica normale, non per la proliferazione tumorale.
Il PSA urinario come specchio dell’organo
Il livello di PSA nelle urine riflette quello presente nell’organo, che a sua volta è legato al grado di trasformazione del tessuto.
Questo significa che il PSA urinario non solo indica la presenza di tumore, ma è correlato anche alla gravità della malattia, permettendo di discriminare tra diversi stadi.
In altre parole, più il tumore è avanzato, più il PSA urinario tende a ridursi, fornendo un segnale biologico diretto della progressione.
Perché è importante
Lo studio premiato ha dimostrato che livelli più bassi di PSA nelle urine sono più fortemente correlati alla presenza e al grado del tumore rispetto all’aumento del PSA nel sangue.
Questo approccio consente di distinguere meglio tra soggetti sani e pazienti con carcinoma prostatico, riducendo il rischio di falsi positivi e sovradiagnosi.
Implicazioni cliniche
Il PSA urinario potrebbe diventare uno strumento aggiuntivo per selezionare i pazienti candidabili a biopsia prostatica e per valutare la gravità della malattia, migliorando l’accuratezza diagnostica e riducendo trattamenti non necessari.
È un passo avanti verso una medicina più personalizzata e basata sulla biologia reale del tumore.

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