Aquabeam: chirurgia robotica ad acqua per la prostata
Negli ultimi anni, la chirurgia per la prostata ha fatto passi da gigante grazie all’introduzione di tecnologie sempre più precise e meno invasive.
Una delle innovazioni più promettenti è il sistema Aquabeam che permette la cosiddetta Aquablation, una procedura automatizzata e robot-assistita che utilizza un getto d’acqua ad alta pressione per rimuovere il tessuto prostatico in eccesso.
Cos’è l’Aquabeam e come funziona
Aquabeam combina l’uso di un getto d’acqua ad alta velocità, controllato da un sistema robotico, con la guida in tempo reale di un’ecografia transrettale.
Il chirurgo pianifica l’area da trattare su un’interfaccia digitale, e il robot esegue la rimozione del tessuto in modo estremamente preciso, senza l’uso di calore. Questo riduce il rischio di danni ai tessuti circostanti, in particolare a quelli coinvolti nella funzione sessuale e urinaria.
Indicazioni cliniche
La procedura è indicata per pazienti con iperplasia prostatica benigna (BPH) da moderata a severa, soprattutto in presenza di sintomi urinari ostruttivi (difficoltà a urinare, flusso debole, svuotamento incompleto). È particolarmente utile nei casi di prostata di grandi dimensioni, dove altre tecniche possono risultare meno efficaci o più invasive.
Vantaggi rispetto ad altre tecniche
Uno dei principali vantaggi dell’Aquabeam è la preservazione della funzione sessuale, in particolare dell’eiaculazione, che viene mantenuta in una percentuale significativamente più alta rispetto ad altre tecniche come la resezione transuretrale della prostata (TURP) o la vaporizzazione laser.
Inoltre, essendo una procedura non termica, riduce il rischio di danni collaterali a nervi e tessuti sensibili. I tempi di cateterizzazione e degenza ospedaliera sono generalmente brevi, e il recupero è più rapido rispetto alla chirurgia tradizionale.
Possibili effetti collaterali
Come ogni procedura chirurgica, anche l’Aquablation può comportare effetti collaterali. I più comuni includono:
- Ematuria (sangue nelle urine) nei primi giorni post-operatori.
- Infezioni urinarie.
- Temporanea difficoltà a urinare o bisogno di catetere.
- Raramente, incontinenza o ritenzione urinaria.
Tuttavia, la maggior parte di questi effetti è transitoria e ben gestibile.
Confronto con altre metodiche
Rispetto alla TURP, che è considerata il gold standard, Aquablation offre risultati simili in termini di miglioramento dei sintomi urinari, ma con minore impatto sulla funzione sessuale.
Rispetto al laser (come HoLEP o GreenLight), Aquablation è più rapida e meno dipendente dall’esperienza del chirurgo, grazie alla standardizzazione offerta dal sistema robotico.
Tuttavia, Aquablation richiede una tecnologia avanzata e non è ancora disponibile in tutti i centri urologici. Inoltre, i costi possono essere superiori rispetto alle tecniche convenzionali, anche se il miglioramento della qualità di vita può giustificarli.
Evidenze scientifiche
Studi clinici randomizzati, come l’AQUABEAM pivotal trial, hanno dimostrato che Aquablation è efficace e sicura, con un miglioramento significativo dei sintomi urinari (IPSS) e un basso tasso di complicanze gravi (1, 2).
Una revisione sistematica pubblicata nel 2024 ha confermato la superiorità della tecnica nella preservazione dell’eiaculazione rispetto alla TURP, mantenendo un’efficacia comparabile nel lungo termine.

NIB biotec
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