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Si sa. Nove persone su dieci adorano il cioccolato. E la decima mente! (cit.)
Oltre ad essere una golosità, il cioccolato ha anche molti benefici per la salute, ma molti uomini si chiedono: cioccolato e prostata vanno d’accordo?
Grazie alla ricerca, oggi sappiamo che i benefici del cioccolato sono dovuti alla presenza di sostanze naturalmente presenti nelle fave di cacao.

Oltre a contenere un’elevata quantità di minerali come il magnesio, il potassio, il rame e il ferro, ciò che rende il cioccolato così benefico per la nostra salute sono i polifenoli, delle sostanze naturali presenti in molti vegetali e che hanno mostrato avere molteplici proprietà.

Tra questi polifenoli i più abbondanti sono catechine, antocianine e proantocianidine, sostanze con funzione principalmente antiossidante, che hanno la capacità di neutralizzare i radicali liberi, elementi altamente reattivi che contribuiscono a danneggiare le cellule del nostro corpo.

Inoltre, alcune di queste sostanze contenute nel cacao hanno dimostrato di essere in grado di stimolare il sistema immunitario, e quindi potenzialmente prevenire l’insorgenza dei tumori.

Ad oggi, i risultati della ricerca sui possibili effetti anti-tumorali del cioccolato non sono ancora completamente chiari. Tuttavia, la maggior parte degli studi suggerisce che mangiare cioccolato possa ridurre il rischio di sviluppare alcuni tipi di tumore.
E’ da sottolineare che i benefici nutrizionali del cioccolato provengono dalle sostanze contenute nella fava di cacao, quindi il cacao puro in polvere e il cioccolato fondente (contenente almeno 70% di cacao) ne sono ovviamente ricchi.

Il cioccolato al latte presenta meno benefici, prima di tutto perché possiede meno cacao, ma anche perché è proprio la presenza del latte a legare gli antiossidanti, rendendoli non disponibili.

Ma le proprietà del cioccolato non si limitano ad un benessere fisico. L’assunzione di cioccolato, infatti, fa aumentare i livelli di alcuni neurotrasmettitori che inducono le sensazioni di piacere: la serotonina (attiva nella regolazione del sonno e dell’attività sessuale); l’endorfina (efficace nell’inibizione del dolore); la difenildantonina (una sostanza antidepressiva).

Il cioccolato fondente grazie ai suoi benefici per la salute è stato inserito nella lista dei cosiddetti superfood.

La moderazione è comunque importante perché il cioccolato contiene anche zuccheri e grassi, che possono avere conseguenze negative sulla salute (come l’obesità e il diabete) se consumati in eccesso.

Ma qual è il rapporto tra cioccolato e prostata?

Gli studi condotti sulle patologie prostatiche sembrano concordare che un consumo elevato di cioccolato (specialmente quello al latte) sia correlato con lo sviluppo di tumori aggressivi e con il peggioramento di malattie infiammatorie. Contrariamente, un consumo moderato di cioccolato fondente è in grado di fornire benefici per la salute, anche in caso di tumore alla prostata.

Referenze:

Goya, Luis et al. “Effect of Cocoa and Its Flavonoids on Biomarkers of Inflammation: Studies of Cell Culture, Animals and Humans” Nutrients vol. 8,4 212. 9 Apr. 2016

Petyaev, Ivan M and Yuriy K Bashmakov. “Cocobiota: Implications for Human Health” Journal of nutrition and metabolism vol. 2016.

Magrone, Thea et al. “Cocoa and Dark Chocolate Polyphenols: From Biology to Clinical Applications” Frontiers in immunology vol. 8 677. 9 Jun. 2017.

Russnes KM, et al., Total antioxidant intake and prostate cancer in the Cancer of the Prostate in Sweden (CAPS) study. A case control study. BMC Cancer. 2016 Jul 11;16:438.

Una nutrizione corretta costituisce, assieme a una adeguata attività fisica e al controllo di altri fattori di rischio, un elemento fondamentale nella prevenzione di numerose condizioni patologiche della prostata. E’ infatti ormai stato dimostrato che lo stile di vita e le scelte alimentari agiscono in modo incisivo nella possibilità di ridurre il rischio di sviluppare alcune malattie, di controllarne l’evoluzione o, al contrario, provocarne l’insorgenza.

Secondo l’OMS, il 35% dei casi di tumore è riconducibile ad abitudini alimentari sbagliate. La dieta che più rispetta le semplici e fondamentali regole della corretta alimentazione è quella mediterranea, dichiarata nel 2010 patrimonio culturale immateriale dell’umanità dall’Unesco.

L’integrazione con sostanze naturali e con fitoterapia trovano sempre maggiore interesse da parte di personale medico e non. Ma non dobbiamo sottovalutare uno dei fattori più importanti che giocano a favore del nostro organismo: la nutrizione.

Lasciate che il cibo sia la vostra medicina e la vostra medicina sia il cibo

Ippocrate

Negli ultimi anni si sta sviluppando una disciplina chiamata “Nutraceutica”, dalla fusione di “nutrizione” e “farmaceutica”, che ha lo scopo di indagare tutti i componenti o i principi attivi degli alimenti con effetti positivi per la salute, la prevenzione e il trattamento delle malattie.

Invece di mangiare e curarsi, ecco come curarsi mangiando!

(Scarica “La nutrizione nel malato oncologico” pubblicato da AIMAC, 2017).

nutrizione e tumore alla prostata

Le informazioni raccolte in questa pagina rappresentano una panoramica su alcuni alimenti e supplementi alimentari che hanno dimostrato su base scientifica di avere la capacità di ridurre il rischio di sviluppare un tumore alla prostata o di aumentare l’efficacia dei trattamenti contro questa malattia.

Referenza: PDQ Integrative, Alternative, and Complementary Therapies Editorial Board. Prostate Cancer, Nutrition, and Dietary Supplements (PDQ®): Health Professional Version. 2017 Jun 6.

POMODORI

I pomodori sono ricchissimi di licopene un pigmento naturale delle piante di colore rosso che si trova in diversi frutti (come albicocche e anguria) e vegetali, ed è dotato di notevoli proprietà antiossidanti.

Il licopene abbonda in modo particolare nel pomodoro maturo: la polpa ne contiene mediamente 11 mg per 100 g e la buccia addirittura più di 50 mg (il licopene della buccia cruda è, però, meno biodisponibile rispetto a quello della polpa) ed i livelli contenuti dipendono dal grado di maturazione del pomodoro. E’ stato calcolato infatti che in pomodori rossi sono presenti 50 mg/kg di licopene, mentre la concentrazione scende a 5 mg/kg nelle varietà gialle. Inoltre la biodisponibilità del composto sembra essere più elevata nei prodotti trattati termicamente (ad esempio salse di pomodoro) rispetto ai prodotti crudi.

DATI CLINICI

Studi di popolazione hanno evidenziato che il consumo di alimenti ricchi di licopene possa essere in grado di ridurre il rischio di sviluppare un tumore alla prostata. In uno studio è stato inoltre osservato che una dieta ricca di licopene (es. pomodori crudi e cotti) possa ridurre il rischio di sviluppare la malattia anche in uomini che hanno avuto casi in famiglia di tumore alla prostata.

Prevenzione: Un piccolo gruppo di uomini con una diagnosi di HGPIN (situazione di iniziale trasformazione delle cellule prostatiche) ha ricevuto per 2 anni licopene come supplemento alla dieta. A distanza di tempo è stato osservato che in questi soggetti l’HGPIN era evoluto in un tumore alla prostata molto meno rispetto ai soggetti di controllo.

Cura: Diversi trial clinici hanno evidenziato effetti positivi sulla crescita tumorale. In particolare, in alcuni uomini che hanno consumato piatti contenenti salsa di pomodoro per 3 settimane prima dell’asportazione chirurgica della prostata è stato osservato un aumento della morte delle cellule tumorali rispetto ai soggetti di controllo.

Da queste evidenze si evince che includere alimenti ricchi di licopene nella propria nutrizione possa prevenire in alcuni casi lo sviluppo di un tumore alla prostata e di rallentarne la crescita anche in fasi conclamate.

MELOGRANO

Il melograno è un arbusto (Punica Granatum) originario dell’Asia, diffuso poi nel Mediterraneo e coltivato anche in Italia sia per i frutti sia come pianta ornamentale. L’utilizzo di questa pianta per scopi “curativi” ha origine antichissime. Quasi ogni parte del frutto contiene dei composti bioattivi, dalla buccia, ai semi succosi, alla buccia che riveste i semi.

DATI CLINICI

Diversi studi clinici hanno dimostrato che l’assunzione di succo di melograno o estratto di melograno in aggiunta ad una normale nutrizione sia in grado di rallentare l’aumento di PSA dopo resezione chirurgica o radioterapia, indicando un effetto nella ripresa di malattia o su eventuali cellule residue.

TE’ VERDE

te verde the prostata

Il te verde è una pianta originaria dell’Asia, oggi utilizzata i tutto il mondo per la preparazione di tisane e non solo. Il te verde è ricco di polifenoli, molecole con attività antiossidanti che proteggono le cellule riducendo i radicali liberi. Tra i polifenoli contenuti nel te verde troviamo la famiglia delle catechine e principalmente la epigallocatechina-3-gallate (EGCG).

DATI CLINICI

Studi di popolazione hanno evidenziato che il consumo di te verde possa avere un effetto protettivo nella popolazione Asiatica, in cui l’incidenza del tumore alla prostata risulta essere tra le più basse del mondo.

Prevenzione: Trial clinici hanno dimostrato che il trattamento con catechine di te verde diminuisce il rischio di sviluppare tumore alla prostata.

Cura: Trial clinici hanno evidenziato che l’assunzione di polifenoli, catechine o bevande al te verde ha effetti limitati su tumori conclamati e avanzati.

EFFETTI COLLATERALI

In alcuni degli studi effettuati, sono stati osservati alcuni effetti collaterali, generalmente di lieve entità, principalmente dovuti alla quantità di caffeina, come mal di testa, nausea, dolori addominali, diarrea, debolezza, dolori gastrointestinali.

CALCIO

formaggio prostata

Il calcio è un minerale necessario per il funzionamento di numerose funzioni fisiologiche, tra cui quella ossea e muscolare e viene immagazzinato principalmente nelle ossa.

DOVE SI TROVA

E’ contenuto naturalmente in diversi alimenti, maggiormente nel latte e nei suoi derivati (formaggi, yogurt, ecc), ma anche in alcuni vegetali come broccoli e spinaci (in cui però risulta difficilmente assorbibile dal corpo).

DATI CLINICI

Studi di popolazione e trial clinici sulla correlazione tra tumore alla prostata e dieta ricca di calcio hanno dato risultati non univoci.

In generale, gli uomini che hanno seguito una dieta ricca di calcio o hanno ricevuto un supplemento di calcio alla dieta hanno sviluppato un tumore alla prostata più tardi rispetto ad altri uomini. Tuttavia, in alcuni casi è stata osservata un’associazione tra dieta ricca di calcio e sviluppo di tumori prostatici più aggressivi.

Ulteriori studi sono necessari per chiarire vantaggi e svantaggi del calcio nella nutrizione nello sviluppo del tumore alla prostata.

Ormai anche in Italia la zucca si associa sempre più spesso alla festa di Halloween. 

Ma questo ortaggio della famiglia delle Cucurbitaceee non serve solo per fare un Jack-o’-lantern.

La zucca è probabilmente l’ortaggio più grande conosciuto e può essere utilizzata non solo in cucina, ma anche in cosmesi, come contenitore, come carrozza per principesse… e addirittura in medicina.

La zucca ha molto benefici per la salute

La zucca possiede delle ottime proprietà e benefici nei confronti dell’insorgenza di diverse patologie. E’ ricca di beta-carotene, un potente antiossidante, che il corpo converte in vitamina A e che dona alle verdure e alla frutta il caratteristico colore arancione. 

Oltre al consumo della polpa, diversi studi hanno evidenziato che il consumo dei semi abbia un maggiore impatto sulla salute. I semi di zucca contengono fitoestrogeni, un composto vegetale che imita gli estrogeni, che hanno dimostrato un’azione nel ridurre il rischio di tumore al seno nelle donne (fonte).

Ma anche per gli uomini ci sono delle buone notizie. Gli estratti dei semi di zucca hanno dimostrato di poter trovare un posto nel trattamento dell’iperplasia prostatica benigna (BPH).

I semi di zucca contengono acidi grassi, vari micronutrienti e steroli, di cui principalmente i delta-7-steroli. I delta-7-steroli sono delle molecole che inibiscono la funzione di un enzima chiamato 5-alfa-riduttasi, il bersaglio delle comuni terapie contro l’ipertrofia della prostata.

I semi di zucca sono fonte di sali minerali, tra cui manganese, magnesio, fosforo, e soprattutto zinco, quest’ultimo presente in una quantità pari a 10 mg ogni 100 g.

Diverse ricerche hanno dimostrato una riduzione della crescita del tumore alla prostata quando i livelli di zinco sono normali. Lo zinco contribuisce a neutralizzare i radicali liberi e a mantenere in salute il sistema immunitario.

Uno studio che ha coinvolto 465 pazienti ha osservato che la somministrazione di estratto di semi di zucca ha dimostrato miglioramenti statisticamente rispetto al placebo dei sintomi della BPH, misurati in base all’International Prostate Symptom Score (IPSS) (fonte).

Questa evidenza è stata confermata in un secondo studio parzialmente in doppio cieco condotto su 1431 pazienti dove è stato confrontato l’estratto di semi di zucca e semi di zucca con placebo.

Il miglioramento dei sintomi è stato accompagnato da un miglioramento clinicamente significativo della qualità della vita, principalmente dovuti alla riduzione della nicturia e senso di irritazione delle vie urinarie (fonte).

Quante volte abbiamo sentito che bisogna bere almeno due litri d’acqua al giorno?

Ormai lo sappiamo tutti! In realtà questa convinzione deriva da uno sbagliato modo di tramandare una raccomandazione del Food and Nutrition Board del 1945 secondo cui le persone avrebbero bisogno di circa 2,5 litri di acqua al giorno.

In realtà, questa raccomandazione parlava anche del fatto che buona parte di questa quantità d’acqua è contenuta nei cibi che mangiamo. L’acqua è presente nella frutta, nella verdura, nel caffè, nella birra, nel tè… Ovviamente l’acqua pura resta la miglior fonte, essendo acqua al 100%, ma non è certamente l’unica via di idratazione.

Un punto importante da ricordare è che questi fantomatici “2 litri” rappresentano un valore medio abbastanza grossolano.

La realtà è che il nostro corpo deve reintrodurre la stessa quantità di liquidi che ha perso durante la giornata. E per calcolare quanta acqua espelliamo non basta misurare quanta plinplin abbiamo fatto. Il nostro corpo, infatti, perde acqua anche con la sudorazione e con la respirazione.

Quindi come facciamo a sapere esattamente quanta acqua bere? Non bisognerebbe preoccuparsi di non aver mai sete. Basta ascoltare il proprio corpo. Il nostro organismo è infatti programmato per segnalarci di bere molto prima che di andare incontro ad una vera e propria disidratazione.

Però lo sappiamo tutti che l’acqua “fa bene”, quindi nel dubbio possiamo berne comunque tanta?

Contrariamente a quello che si può sentire, non c’è alcuna prova scientifica che bere acqua in più abbia benefici per la salute per una persona sana. Ad esempio, alcuni studi non sono riusciti a dimostrare che bere più acqua mantenga la pelle idratata e faccia alleviare le rughe.

Altri studi, non hanno trovato nell’aumentata assunzione di liquidi nessun beneficio a livello di mortalità, di salute in generale, o di funzionalità renale fatta eccezione per la prevenzione dei calcoli renali in persone che li avevano già avuti.

Con l’arrivo del caldo, ogni anno i telegiornali ci bombardano con servizi minacciosi in cui ci invitano in maniera indiscriminata a bere. Come detto, sopra la cosa migliore è ascoltare il proprio corpo e dargli abbastanza liquidi per svolgere le normali attività di tutti i giorni: questo significa che restare idratato.

Possiamo accorgerci si andare incontro a disidratazione da segnali molto semplici, come debolezza, bassa pressione sanguigna, capogiri, confusione o urina di colore scuro.

È anche importante ricordare che i nostri meccanismi della sete perdono sensibilità quando abbiamo più di 60 anni. Con l’avanzare dell’età, potrebbe essere quindi necessario stare più attenti alle nostre abitudini di consumo di liquidi per rimanere idratati.

La maggior parte degli esperti concorda sul fatto che i nostri requisiti di fluidi variano a seconda dell’età, delle dimensioni del corpo, del genere, dell’ambiente e del livello di attività fisica della persona.

Sul sito della Comunità Europea (fonte) è possibile trovare alcune linee guida e alcuni numeri legati al consumo e al fabbisogno di acqua di ogni individuo.

Ricordando sempre che si tratta di linee guida e non di regole.