Riabilitazione prostata

Spesso non è tanto una diagnosi di tumore alla prostata a spaventare un uomo, quanto la paura delle conseguenze di una terapia.

Dopo un intervento di prostatectomia radicale, per esempio, impotenza e incontinenza urinaria sono effetti collaterali più o meno comuni.

L’incontinenza, però, è nella maggior parte dei casi un problema transitorio che scompare del tutto, grazie anche alla riabilitazione.

L’incontinenza ha un forte impatto negativo sulla qualità della vita dell’uomo che dovendo ricorrere all’utilizzo di assorbenti si vede obbligato a modificare la propria socialità.

La riabilitazione del pavimento pelvico è mirata proprio a rafforzare l’azione della vescica, responsabile del contenimento urinario che diventa più difficile per gli uomini a cui la prostata viene asportata chirurgicamente.

La riabilitazione ha l’obiettivo di migliorare i meccanismi che compensano la perdita di attività da parte di quei muscoli che chiudono il canale che porta l’urina dalla vescica verso l’esterno, ovvero dei muscoli pelvici.

Il Fisiatra è lo specialista di riferimento e può programmare il trattamento riabilitativo più adeguato, indirizzando il paziente in un centro specializzato dove imparerà a conoscere questi muscoli e a rafforzarli con esercizi corretti di fisioterapia. Per questo è importante iniziare il prima possibile e che almeno la fase iniziale venga opportunamente seguita.

Questo tipo di esercizi punta a migliorare e rafforzare questa zona, affinché la contrazione del perineo sia in grado di bloccare il passaggio dell’urina.

La ginnastica perineale è consigliata anche agli uomini trattati soltanto con la radioterapia, ma in questo caso i benefici possono essere minori in ragione di un danno indotto dalle radiazioni al tessuto muscolare: meno sensibile e vascolarizzato. 

La riabilitazione può essere abbinata all’attività sportiva. Vanno benissimo il nuoto o una camminata, all’aperto o sul tapis roulant. Per la corsa sostenuta e le passeggiate in bicicletta, invece, è meglio aspettare un paio di mesi. Vale comunque sempre un consiglio: nel momento in cui l’attività fisica comporta una perdita di urina, non va ripetuta fino a un’avvenuta guarigione.

approfondimenti: https://www.pelvicrehabilitation.com/

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