peperoncino prostata

Quando si hanno problemi alla prostata “si dice” sempre di evitare il peperoncino o comunque di mangiare cibi piccanti o speziati.

Ma potremmo aver anche sentito una versione contrastante: il peperoncino fa bene alla prostata.

Quindi dove sta la verità? Il peperoncino fa bene o male alla prostata?

Il peperoncino è un ortaggio che contiene un’alta concentrazione di capsaicina, il principio attivo della “piccantezza”.

In alcuni studi di laboratorio (1) è stato visto che la capsaicina è in grado di rallentare la crescita di cellule di tumore alla prostata e in alcuni casi di provocarne la morte.

Gli scienziati della Nottingham University suggeriscono che la capsaicina sia in grado di uccidere le cellule tumorali perché attacca i mitocondri, gli organelli che producono energia al loro interno.

Altri studi, condotti in vivo su modelli animali (2; 3) hanno evidenziato la capacità della capsaicina nel rallentare la crescita di tumore alla prostata e diminuire la comparsa di metastasi.

Quali evidenze sul peperoncino in pazienti con tumore alla prostata?

I dati ottenuti in vitro e in modelli preclinici suggeriscono che la capsaicina possa effettivamente avere delle proprietà protettive verso un tumore alla prostata anche nell’uomo.

A questo proposito è stato stato disegnato uno studio clinico (4) di cui però ad oggi non sono disponibili ancora i risultati.

Ad oggi non è possibile quindi dire con certezza se la capsaicina faccia o meno bene nel combattere il tumore alla prostata nell’uomo.

Alcuni studi condotti in laboratorio su cellule di tumore alla prostata e (ancora poche) evidenze su pazienti hanno osservato che la capsaicina sia in grado di ridurre la produzione di PSA, suggerendo che questo elemento potrebbe influire con la validità del test del PSA.

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Quali sono i benefici del peperoncino sulla salute?

Il peperoncino in sé, come molti vegetali, contiene diversi tipi di vitamine (A, B, C, E…) e diverse sostanze ad azione antiossidante, quindi in grado di combattere i temibili radicali liberi. I benefici nel consumo di peperoncino sembrano essere più evidenti a carico del sistema cardiovascolare.

Se ci focalizziamo a livello della prostata, il peperoncino viene spesso definito “Viagra dei poveri” per via dell’effetto sulla disfunzione erettile, dal momento che, essendo un buon vasodilatatore, tende a fornire un aiuto appunto contro l’impotenza.

Allora perché si dice di evitare il peperoncino per la salute della prostata?

Il peperoncino, considerato da sempre un afrodisiaco, rientra però tra gli alimenti dannosi per la prostata. Le ragioni di questi effetti collaterali sembrano essere ascrivibili alla funzione stimolante sul sistema immunitario.

Un uso eccessivo di peperoncino tende quindi ad aumentare un’infiammazione già presente, come per esempio una prostatite (infiammazione della prostata).

In conclusione, si conoscono diversi benefici sulla salute dati dal consumo di peperoncino, ma bisogna comunque prestare attenzione a moderarne il consumo, soprattutto negli individui che già soffrono di irritazioni alla prostata, da una infiammazione ad un ingrossamento.

referenze:

  1. The pepper’s natural ingredient capsaicin induces autophagy blockage in prostate cancer cells
  2. Capsaicin reduces the metastatic burden in the transgenic adenocarcinoma of the mouse prostate model
  3. Capsaicin, a Component of Red Peppers, Inhibits the Growth of Androgen-Independent, p53 Mutant Prostate Cancer Cells
  4. CAPSAICIN Trial: Assessing Capsaicin as a Chemopreventive Agent for Prostate Cancer (CAPSAICIN)
6 commenti
    • NIB Biotec dice:

      Il peperoncino può aumentare una infiammazione già presente. Rischia quindi di essere dannoso se assunto da persone che soffrono di problemi alla prostata come prostatite o ingrossamento della prostata.
      Non ci sono ad oggi prove che il peperoncino possa essere la causa di queste patologie, quindi non sembra essere dannoso per una prostata sana.

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  1. Stella Giuseppe dice:

    Avevo un problema con la bocca urente, lingua infiammata che bruciava da mesi. Ho eliminato il fastidio con il peperoncino piccante rosso calabrese mangiandolo a pranzo e a cena. Poi ho letto che per la prostatite il peperoncino piccante non va bene. Ma come? Anche la prostatite (benigna) è un’infiammazione e il peperoncino piccante è un eccellentissimo anti-infiammatore. Come mai per la bocca va bene e per la prostata no? Tra l’altro è anche un valido vasodilatatore e stimolava l’erezione. Non riesco a spiegarmi le contraddizioni…

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    • NIB Biotec dice:

      Buonasera Giuseppe.
      Il funzionamento della capsaicina, il principio attivo della “piccantezza”, sulla prostatite e sulla bocca urente non è lo stesso.
      Nel caso della prostata ha un effetto stimolante e proinfiammatorio, quindi in presenza di prostatite i sintomi della patologia vengono accentuati.
      Nel caso della bocca urente la capsaicina agisce su dei recettori presenti sulla lingua, delle specie di piccole antenne, che servono a trasmettere il segnale del dolore.
      Sembra che la capsaicina li stimoli a tal punto da “scaricarli” e renderli incapaci di continuare a trasmettere la percezione di dolore, tipica della bocca urente.
      In questo caso è come se la capsaicina funzionasse da anestetico.

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    • NIB Biotec dice:

      Buonasera Domenico, come scritto nell’articolo è noto che un uso anche moderato di peperoncino possa aggravare una patologia alla prostata già presente. E’ quindi solitamente indicato di evitare di mangiarne se si soffre di prostatite, per esempio, oppure in casi di prostata ingrossata.
      Non ci sono evidenze che il peperoncino possa esserne la causa, quindi non c’è motivo di rinunciare a qualcosa che ci piace e che ha altri benefici noti se non ci sono già problemi alla prostata.

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