Dato che la distinzione tra un risultato negativo e uno positivo non è mai netta, è stato messo a punto un sistema per definire la probabilità di aver individuato un tumore. Questo sistema prende il nome di PI-RADS (Prostate Imaging Reporting And Data System”) che  si basa su una scala di valori da 1 a 5. Il valore rappresenta la probabilità che sia stata evidenziato un tumore:

  • PI RADS 1 – Rischio molto basso: altamente improbabile la presenza di un tumore clinicamente significativo
  • PI RADS 2 – Rischio basso: improbabile la presenza di un tumore clinicamente significativo
  • PI RADS 3 – Rischio intermedio: la presenza di un tumore clinicamente significativo è incerta (50%)
  • PI RADS 4 – Rischio alto: probabile la presenza di un tumore clinicamente significativo
  • PI RADS 5 – Rischio molto alto: altamente probabile la presenza di un tumore clinicamente significativo

In pratica una risonanza magnetica multiparametrica prostatica nel cui referto è indicato un PI-RADS 1 o 2 va considerata negativa. In presenza di lesioni PI-RADS 4 o 5, al contrario, l’esame va considerato positivo.

I referti con PI-RADS 3 sono invece considerati dubbi. In questi casi la decisione se eseguire la biopsia dipende anche dagli altri fattori di rischio (come il valore del PSA o l’esplorazione rettale).  Attualmente, in via prudenziale, tutti i pazienti con un reperto PI-RADS 3 vengono generalmente sottoposti a biopsia prostatica.

Nonostante i vantaggi di questa nuova tecnica nel diminuire il numero di biopsie su soggetti sani, va ricordato che, come osservato in diversi studi, circa un terzo dei tumori alla prostata rilevanti può non essere visto dalla risonanza magnetica multiparametrica, evidenziando alcuni limiti che ancora caratterizzano questa tecnica.

referenza: https://www.europeanurology.com/article/S0302-2838(18)30930-8/fulltext

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