La realtà virtuale entra in ospedale

Quando si parla di realtà virtuale si pensa automaticamente ad un video gioco o comunque qualcosa legato all’intrattenimento. In realtà i potenziali utilizzi di questa tecnologia sono molteplici, addirittura in campo medico.

Nel settore sanitario sembra promettente il modo in cui la realtà virtuale possa essere in grado di aiutare le persone che soffrono di cancro e altri disturbi ad affrontare la propria malattia.

Da uno studio scientifico pubblicato nel 2017, ad esempio, emerge che la realtà virtuale possa ridurre sostanzialmente il dolore nei pazienti ospedalieri. Questo studio ha coinvolto 100 pazienti che accusavano dolore per diverse ragioni.

Cinquanta pazienti hanno ricevuto un visore per la realtà virtuale per guardare contenuti video rilassanti come giri in elicottero sull’Islanda o nuotare nell’oceano con le balene. In seguito a questa “terapia” questi pazienti hanno riportato un calo del 24% dei punteggi del dolore. Altri 50 pazienti hanno visualizzato un video di natura, con una traccia audio musicale rilassante, su uno schermo classico a distanza ravvicinata. In questi pazienti, la diminuzione dei punteggi del dolore è stata del 13,2%.

La conclusione dei ricercatori è che l’immersione in un mondo virtuale, coinvolge sia i sensi visivi sia quelli uditivi distraendo le menti delle persone dall’elaborazione del senso di dolore (fonte).

Partendo da queste evidenze, anche diversi ospedali Italiani si sono attrezzati per introdurre questa tecnologia nei percorsi terapeutici di alcuni loro pazienti e i risultati sembrano essere positivi.

Ovviamente questi dati non offrono ancora certezze sui motivi dell’efficacia della realtà virtuale.

Al USC-Norris Comprehensive Cancer Center di Los Angeles, medici e ricercatori vorrebbero utilizzare la realtà virtuale per aiutare i pazienti a comprendere meglio la loro condizione e i regimi di trattamento. E’ attualmente in fase di attivazione una prima sperimentazione clinica di come la realtà virtuale possa essere utilizzata nei trattamenti per il cancro. Gli obiettivi dello studio, a cui dovrebbero essere reclutati 60 partecipanti nell’arco di due anni, sono di determinare la fattibilità dell’utilizzo della realtà virtuale in pazienti sottoposti a terapie e di stimare le differenze tra il gruppo di studio e il gruppo di controllo in termini di dolore e ansia. Lo studio documenterà, ovviamente, anche eventuali eventi avversi che potrebbero essere attribuiti all’uso della realtà virtuale (trial).

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