Un’analisi delle urine per il tumore alla prostata

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Descrizione del progetto

Il tumore della prostata è una delle malattie oncologiche più comuni e la seconda causa di morte legata a tumori per gli uomini in tutto il mondo. Oggi la diagnosi di tumore alla prostata viene posta solo in seguito all’esecuzione di una biopsia prostatica, procedura che l’Urologo consiglierà dopo una visita che prevede una esplorazione digito-rettale e la valutazione dei livelli sierici del PSA (antigene specifico della prostata).
Il test del PSA è quindi un esame preliminare con lo scopo di individuare quei soggetti che con maggiore probabilità hanno sviluppato un tumore alla prostata. Tuttavia, su tre uomini che hanno un valore elevato di PSA nel sangue, un solo individuo risulta affetto da tumore alla prostata sottolineando la scarsa accuratezza di questo test. Inoltre, non essendo ad oggi possibile stabilire con certezza la velocità con cui crescerà un tumore alla prostata, spesso accade che anche tumori indolenti vengano trattati in maniera aggressiva, tramite radioterapia o resezione chirurgica, con forti ripercussioni negative sulla qualità di vita degli uomini. Per questo motivo è di urgente necessità l’identificazione di nuovi metodi per individuare uomini a rischio di sviluppare un tumore prostatico e quindi ridurre gli esami bioptici su soggetti che non ne avrebbero bisogno.
Da uno studio preliminare condotto su 400 uomini sottoposti a biopsia prostatica, abbiamo individuato una combinazione di molecole presenti in quantità diverse nelle urine di soggetti sani e uomini con diagnosi di tumore alla prostata e, in maniera interessante, la quantità di queste molecole cambia gradualmente all’aumentare dell’aggressività del tumore.
Confermare i dati in nostro possesso su un secondo gruppo di studio potrebbe permettere di porre le basi per un valido ed efficace metodo di screening per il tumore alla prostata e quindi evitare a molti uomini di doversi sottoporre a procedure mediche altamente invasive di cui non avrebbero necessità.

Beneficiari del progetto

Ogni anno in Italia vengono diagnosticati circa 35.000 nuovi casi di tumore alla prostata e per effettuare queste diagnosi, circa 120.000 uomini si sottopongono ad una biopsia prostatica. I beneficiari diretti di questo progetto sono gli oltre 80.000 uomini che ogni anno eseguono una procedura medica altamente invasiva senza averne bisogno ed il Sistema Sanitario nazionale che paga per queste prestazioni superflue. Il successo di questo progetto avrebbe quindi potenzialmente dei risvolti positivi sia sociali sia economici.

Attività dell’organizzazione

Dal 2001 la Fondazione Ricerca Molinette è impegnata in tre campi fondamentali: il sostegno alla ricerca scientifica, il sostegno all’ospedale nei suoi bisogni concreti, e la collaborazione con gli altri enti non profit che operano all’interno della Città della Salute e della Scienza di Torino.

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