Peperoncino e prostata: amici o nemici?

Molte persone si chiedono quale sia il rapporto tra peperoncino e prostata.

Il peperoncino è un ortaggio che contiene un’alta concentrazione di capsaicina, il principio attivo della “piccantezza”.

In alcuni studi di laboratorio, è stato visto che la capsaicina rallentava la crescita delle cellule del cancro alla prostata e in alcuni casi ne provocava la morte. Gli scienziati della Nottingham University suggeriscono che la capsaicina sia in grado di uccidere le cellule tumorali perché attacca gli organelli che producono energia al loro interno, i mitocondri.

Il peperoncino viene spesso definito “Viagra dei poveri” per via dell’effetto sulla disfunzione erettile, dal momento che, essendo un buon vasodilatatore, tende a fornire un aiuto appunto contro l’impotenza. Tuttavia non deve essere consumato in eccesso, se si vogliono evitare guai e rischi di tumore alla prostata.

Il peperoncino, considerato da sempre un afrodisiaco, rientra tra gli alimenti dannosi per la prostata, con possibili ripercussioni anche sulle sfera sessuale. Tra gli altri alimenti dannosi per la prostata troviamo: la birra, i crostacei (altro alimento noto per le sue proprietà afrodisiache), spezie, insaccati, pepe, superalcolici e caffé. Sono infatti i cibi, di cui non abusare, contenuti nel decalogo messo a punto dalla Società italiana di urologia (Siu) in occasione della giornata europea di informazioni sulle malattie prostatiche.

Un uso sconsiderato di peperoncino tende ad infiammare la ghiandola, facendo aumentare il rischio di prostatite (infiammazione della prostata). Il peperoncino non dovrebbe essere consumato più di due volte a settimana.

Importante infine ricordare che quando il peperoncino viene abbinato a un superalcolico potrebbe essere causa di eiaculazione precoce.

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